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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

WOMEN AT WORK

12/10/2015
Ancora una sfilata tutta da guardare, quella di Moschino. Jeremy Scott, recentemente incaricato della guida del marchio milanese, è determinato nei suoi esperimenti iconoclasti e destabilizzanti. Dopo due collezioni eccessivamente sovversive, per la collezione primavera-estate 2016 sembra intraprendere una strada meno superficiali e fumosi dei precedenti. Anche se gli abiti da gran sera, nel segmento... / READ MORE /

Ancora una sfilata tutta da guardare, quella di Moschino. Jeremy Scott, recentemente incaricato della guida del marchio milanese, è determinato nei suoi esperimenti iconoclasti e destabilizzanti. Dopo due collezioni eccessivamente sovversive, per la collezione primavera-estate 2016 sembra intraprendere una strada meno superficiali e fumosi dei precedenti.

Anche se gli abiti da gran sera, nel segmento finale della sfilata, strizzano l’occhio all’iconologia pop, Scott imposta la collezione su un tema molto divertente: i materiali e i colori dei cantieri stradali.

Tra reti di recinzione, segnaletica fosforescente, bianco catarifrangente e avvisi di pericolo, per Moschino si profila una collezione ironica ma anche iconica, visto che il piglio del fondatore è ancora vivo.

Anziché stravolgere volumi e sagome, Scott manipola e acidifica delle tipologie tradizionali e “facili”, come i tailleur (sarcasticamente ispirati a Chanel), i soprabiti e le felpe. Contrasti di giallo e nero, assieme ad arancioni shining, caratterizzeranno la prossima estate anche con cromatismi radioattivi.

Once a show all to watch, the Moschino one. Jeremy Scott, recently charged with the guidance of the Milanese brand, is determined in his iconoclast experiments and destabilizing. After two collections too subversive, for the spring-summer 2016 seems to take a way less superficial and smoky than precedents.

Although evening gowns, in the final segment of the runway, wink iconology pop, Scott sets the collection on a very funny theme: materials and colors of streetworks.

Between fencing, phosphorescent signage, reflective white and warning information, for Moschino looms a collection ironic but also iconic, because the spirit of the founder is still alive.

Instead of distorting shapes and volumes, Scott manipulates and acidifies traditional and “easy” types as the tailleurs (sarcastically inspired by Chanel), coats and sweatshirts. Contrasts of black and yellow, along with shining oranges, characterize the next summer also with radioactive chromaticisms.

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