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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

UN TÈ NEL DESERTO

12/02/2015
Come di consueto, un lussuoso understatement pervade la collezione di abbigliamento di Hermès. La maison parigina non rincorre né la sperimentazione frenetica né i trend più spericolati, ma punta su prodotti rassicuranti e spontanei. Christophe Lemaire, al timone creativo dello storico brand, coltiva, per la donna della prossima estate, una dimensione introversa, intimista e solitaria.... / READ MORE /

Come di consueto, un lussuoso understatement pervade la collezione di abbigliamento di Hermès. La maison parigina non rincorre né la sperimentazione frenetica né i trend più spericolati, ma punta su prodotti rassicuranti e spontanei.

Christophe Lemaire, al timone creativo dello storico brand, coltiva, per la donna della prossima estate, una dimensione introversa, intimista e solitaria. È l’immagine di una donna che viaggia nel deserto, proiettando su di sé il movimento delle dune e i suoi colori al mutare della luce del sole.

In una sinfonia di beige, ocra, rosa pallido e altre tonalità neutre, gli abiti sono semplici, ai limiti del non-finito. Forme abbondanti e voluttuose, in tinta unita o a pattern geometrici a tenue contrasto, vengono “addomesticate” sul corpo femminile al massimo da una cintura.

La collezione di Hermès non riscrive la grammatica del vestire. Semmai la decostruisce e la riporta allo stato elementare: una donna non curante delle convenzioni e degli artifici che predilige i volumi avvolgenti.

A tea in the desert – As usual, a luxurious understatement pervades clothing collection by Hermès. The Parisian fashion house does not chase or frantic experimentation nor the most daring trend, but focuses on reassuring and spontaneous products.

Christophe Lemaire, the creative helm of the historic brand, cultivates, for the woman next summer, an introverted dimension, intimate and solitary. It is the image of a woman traveling in the desert, projecting upon herself the movement of the dunes and its colors at the changing sunlight.

In a symphony of beige, ocher, pale pink and other neutral colors, the clothes are simple, to the limits of unfinished. Large forms and voluptuous, in solid color or geometric patterns in subtle contrast, are “domesticated” on the female body at the most by a belt.

The collection of Hermès does not rewrite the grammar of the dress. If anything deconstructs and reports it to elemental state: a woman careless about conventions and artifices, who prefers enveloping volumes.

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