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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

RIGOROSAMENTE DONNA

17/03/2014
Uno show opposto a quello della primavera-estate. Dopo una parata di abiti da sera a motivi floreali, una sequenza di outfit da giorno dall’immagine molto rigorosa. Frida Giannini, da otto anni alla guida creativa di Gucci, abbandona ogni suggestione poetica e torna alla concretezza della donna di tutti i giorni, che lavora e che chiede... / READ MORE /

Uno show opposto a quello della primavera-estate. Dopo una parata di abiti da sera a motivi floreali, una sequenza di outfit da giorno dall’immagine molto rigorosa. Frida Giannini, da otto anni alla guida creativa di Gucci, abbandona ogni suggestione poetica e torna alla concretezza della donna di tutti i giorni, che lavora e che chiede praticità.

Per la Giannini l’ispirazione al passato non è un fatto nuovo. Questa volta ripropone i codici della moda della seconda metà degli anni ’60 per una collezione che sarebbe piaciuta a Jackie Kennedy. Qualche pantalone a sigaretta (a vita bassa), tanti abiti sopra al ginocchio (a vita decisamente alta) e accollatissimi. Linee ultra-asciutte, vicine al corpo, prive di ogni elemento decorativo, ad eccezione delle teorie di bottoni metallici. Cappotti, pea-coats e giubbini, quasi tutti a doppiopetto, seguono quello stesso schema.

Oltre che dalla silhouette, la coerenza della collezione deriva dalla gamma cromatica, tutta impostata sui colori del gelato e raffinatissima: verdi pallidi, rosa tenui, gianduia, giallo curry. La composizione cromatica generale mette in secondo piano l’identità del materiale, ovvero tessuto, pelle, lana grossa.

In ultimo, la riattualizzazione degli stivali da beat generation, che seguono la forma del polpaccio, con fibbia metallica e marsina.

Rigorously woman – A show opposite to that of spring-summer. After a parade of evening gowns with floral motifs, a sequence of day outfits from the very rigorous figure. Frida Giannini, eight years at the creative helm of Gucci, abandons all poetic suggestion and go back to the reality of the everyday woman, who works and who asks practicality.

For Giannini inspiration to the past is not a new fact. This time she repeat once again the codes of fashion of the second half of the ‘60s for a collection that would have liked to Jackie Kennedy. Some cigarette pants (low waist), many dresses above the knee (decidedly high waistline) and high-necked. Lines ultra-curt, close to the body, without any decorative element, with the exception of the alignments of metal buttons. Overcoats, pea coats and jackets, almost all double-breasted, follow that same schema.

In addition to the silhouette, the coherence of the collection comes from the range of colors, all set on the shades of the ice cream and refined: feeble green, pale pink, hazelnut, yellow curry. The color composition generally overshadows the identity of the material as fabric, leather, thick wool.

Finally, the re-enactment of the boots from the Beat Generation, which follow the shape of the calf, with metal buckle and tails.

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