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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

LA FINE DEL GENDER

01/04/2015
L’ultima collezione di Gucci è sicuramente la più controversa della storia dell’azienda fiorentina, tanto da spaccare pubblico e critica. Alessandro Michele, neo-direttore creativo dopo l’allontanamento di Frida Giannini, delinea un indirizzo linguistico inatteso, comunque già percepito in occasione delle passerelle maschili di Milano. Michele tratteggia un’estetica fluida, che si avvale di codici sia maschili che... / READ MORE /

L’ultima collezione di Gucci è sicuramente la più controversa della storia dell’azienda fiorentina, tanto da spaccare pubblico e critica. Alessandro Michele, neo-direttore creativo dopo l’allontanamento di Frida Giannini, delinea un indirizzo linguistico inatteso, comunque già percepito in occasione delle passerelle maschili di Milano.

Michele tratteggia un’estetica fluida, che si avvale di codici sia maschili che femminili. Non effettua un’esatta ibridazione né crea uno stile unisex, ma individua una terza via, fatta di figure sognanti, delicate, irreali. Il mondo di riferimento sembrerebbe quello della Parigi e della Berlino degli anni ’20, popolate da intellettuali, artisti ed esuli sessuali di ogni tipo.

Dopo la moda determinata e decisa della Giannini, il nuovo corso di Gucci è più concettuale, ispirato a una realtà sottotono e dimessa, quasi marginale.

Camicette in seta chiuse con un fiocco, finte pieghe a stiro, cappotti dal taglio militare e pantaloni androgini compongono un lookbook non del tutto convincente, quasi un put-together che attende una definizione stilistica più incisiva.

The end of the gender – The latest collection of Gucci is certainly the most controversial in the history of the Florentine company, much to split audiences and critics. Alessandro Michele, neo-creative director after removal of Frida Giannini, outlines an unexpected linguistic adress, however already perceived during the men’s catwalks of Milan.

Michele sketches a fluid aesthetics, which uses codes both male and female. He does not make an exact hybridization or creates a unisex style, but identifies a third way, constituted by dreamy, delicate, unreal figures. The world reference would seem that of Paris and Berlin in the 20s, populated by intellectuals, artists and sexual exiles of all kinds.

After the determined and decided fashion of the Giannini, Gucci’s new course is more conceptual, inspired by a reality understated and shabby, almost marginal.

Silk blouses closed with a tassel, sham ironed pleats, coats with military tailoring and androgynous pants build a lookbook not entirely convincing, almost a put-together awaiting a sharper stylistic definition.

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