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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

TRA FIABA E FANTASCIENZA

01/11/2013
Dopo la sfilata, critici e giornalisti sostanzialmente concordavano su un aspetto: collezione egregiamente disegnata ma troppo autoreferenziale e astratta, cioè lontana da un effettivo mercato. Oltre 40 anni fa ci pensarono Pierre Cardin e Courrèges a delineare un’idea di donna innamorata del futuro. Oggi Gareth Pugh propone regine tecnologiche, statue post-moderne dalle geometrie perfette. Per... / READ MORE /


Dopo la sfilata, critici e giornalisti sostanzialmente concordavano su un aspetto: collezione egregiamente disegnata ma troppo autoreferenziale e astratta, cioè lontana da un effettivo mercato.

Oltre 40 anni fa ci pensarono Pierre Cardin e Courrèges a delineare un’idea di donna innamorata del futuro. Oggi Gareth Pugh propone regine tecnologiche, statue post-moderne dalle geometrie perfette. Per la primavera-estate 2014 sfilano corpi irrigiditi in carrozzerie lineari e metallizzate. Il grigio con finitura vinile domina la collezione.

Per Pugh questo giro rappresenta un cambiamento. Ci aveva abituati a un gusto più freak e gotico, con lavorazioni sofisticatissime e multimateriche. In questa passerella sfilano abiti molto semplificati, privi dell’artigianalità avanzata del passato, anche se le spalle a semicerchio hanno fatto arricciare il naso ai giornalisti. Bustini, abiti e gonne fasciano il corpo, mentre i soprabiti lo avvolgono con drappeggi abbondanti o con volumi conici piuttosto rigidi.

Lo stile di Gareth Pugh continua a rappresentare un pensiero laterale rispetto agli sforzi delle altre griffe nel creare collezioni vendibili. In ogni caso, queste rare situazioni “trasgressive”, a nostro avviso apprezzabilissime, tengono comunque vivo il tasso di innovazione nella moda, dato che la crisi che stiamo attraversando rischia di spegnere i focolai della creatività e della sperimentazione. Mentre alcuni predicano conformismo e sicurezza, Pugh indica nuove strade.

Between fable and science fiction – After the show, critics and journalists largely agreed on one thing: collection very well designed but too abstract and self-referential, that is far removed from the real market.

Over 40 years ago we have seen Pierre Cardin and Courreges to outline an idea of a woman in love with the future. Today Gareth Pugh proposes technological queens, post-modern statues from perfect geometries. For spring-summer 2014 parade models stiffened in linear and metallic bodies. The gray finish vinyl dominates the collection.

For Pugh this round is a change. We had become accustomed to a gothic and freak taste, with sophisticated and multimaterial working. In this catwalk clothes are very simplified, lacking advanced craftsmanship of the past, even if your shoulders in a semicircle shaped left suspicious reporters. Corsets, dresses and skirts wrap the body, while the coats wrap it with heavy drapes or conical volumes rather stiff.

The style of Gareth Pugh continues to be a lateral thinking with respect to the efforts of other brands to create marketable collections. In any case, these rare situations “transgressive”, very appreciable in our opinion, shall at least keep alive the rate of innovation in fashion, since that the current crisis is likely to turn off the hotbeds of creativity and experimentation. While someone preach conformity and safety, Pugh indicates new ways.

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