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THINKING ABOUT FASHION, GLAMOUR AND STYLE

GRINTA E GEOMETRIA

28/08/2014
Dall’eleganza rilassata e soft nel suo teatro milanese alla sperimentazione parigina. Ancora una volta Giorgio Armani sdoppia il proprio estetico: l’alta moda continua a rappresentare per re Giorgio una frontiera estrema, il luogo di nuovi linguaggi. Tranquillo dei successi (soprattutto commerciali) delle linee di prêt-à-porter, affronta i temi dell’alta moda in senso tradizionale, ovvero con... / READ MORE /

Dall’eleganza rilassata e soft nel suo teatro milanese alla sperimentazione parigina. Ancora una volta Giorgio Armani sdoppia il proprio estetico: l’alta moda continua a rappresentare per re Giorgio una frontiera estrema, il luogo di nuovi linguaggi. Tranquillo dei successi (soprattutto commerciali) delle linee di prêt-à-porter, affronta i temi dell’alta moda in senso tradizionale, ovvero con la dovuta magniloquenza.

Nonostante la preziosità dei modelli, il rigore non viene perso di vista, a partire dalla palette cromatica. La collezione Armani Privé per il prossimo autunno inverno si attiene inderogabilmente alla terna bianco-rosso-nero, utilizzata per le grafiche dei tessuti (geometrie semplici, disegni optical, ma anche organico-animalier) o per i ricami.

Il designer dedica ampio spazio agli abiti da giorno interpretando il tailleur, coordinato o “spezzato”, che non esita a lasciare scoperte le gambe. Le giacche si strutturano su volumi comodi e fluttuanti.

La sequenza dei modelli è limpida, luminosa, accattivante. Ormai Armani Privé, nel paesaggio della haute couture parigina, rappresenta un modo assolutamente personale e originale di concepire l’eleganza, che comunque si distacca dalle atmosfere sognanti dei grigi e dei beige che hanno reso famoso lo stilista.

Grit and geometry – Relaxed and soft elegance in his Milanese theater and experimentation in Paris. Once again Giorgio Armani splits his aesthetic world: high fashion continues to represent an extreme frontier for King George, the place of new languages. Quiet about successes (especially commercial) of prêt-à-porter lines, he faces the issues of haute couture in the traditional way, or rather with the necessary grandiloquence.

Despite the refinement of models, the rigour has not been lost sight of, starting from the color palette. The Armani Privé collection for next autumn-winter abides without fail to the tern white-red-black, used for the graphics of fabrics (simple geometries, optical patterns, but also organic-animalier) or for embroidery.

The designer gives ample space to daywear interpreting the tailleur, coordinated or “broken”, which does not hesitate to leave uncovered the legs. The jackets are structured on comfortable and fluctuating volumes.

The sequence of models is clear, bright, eye-catching. Now Armani Privé, in the landscape of Paris’ haute couture, is a very personal and original way of conceiving the elegance, however, that stands out from the dreamy atmosphere of gray and beige that made famous this fashion designer.

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